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Piero Ruggeri (1930 - 2009 )
Piero Ruggeri (Torino, 1930 – Avigliana, 2009) è stato uno dei protagonisti più autorevoli, colti e coerenti dell’Informale italiano ed europeo del secondo dopoguerra. Diplomatosi in pittura all’Accademia Albertina nel 1956, l’artista si inserisce fin da subito nel vivace clima culturale torinese, stringendo sodalizi con i pittori del gruppo dei “Sei di Torino” e diventando una figura di riferimento per le successive generazioni di artisti piemontesi.
Il nucleo centrale della ricerca visiva di Ruggeri risiede in una straordinaria sintesi tra l’espressionismo astratto di matrice internazionale e un dialogo colto e incessante con la grande tradizione pittorica classica. L’artista guarda con ostinata ammirazione a maestri del passato come Tintoretto, Caravaggio, Rembrandt e Monet, interiorizzandone i contrasti di luce e la drammaticità spaziale per tradurli in un linguaggio contemporaneo. Le sue tele si configurano come densi agglomerati di materia cromatica, dove il colore — steso con gesti energici, graffiato e stratificato — diventa il veicolo principale di una profonda e vibrante tensione esistenziale.
Consacrato precocemente dalla critica, Ruggeri è stato invitato per ben quattro volte alla Biennale di Venezia (1956, 1958, 1962, 1978) e ha partecipato a diverse edizioni della Quadriennale di Roma, oltre a ottenere prestigiosi riconoscimenti storici come il Premio Morgan’s Paint e il Premio Michetti. Nel corso dei decenni la sua pittura ha mantenuto intatta una rara potenza evocativa, capace di trasformare i paesaggi interiori e le suggestioni della natura in pure epifanie di luce e di materia. Oggi le sue opere sono conservate nelle collezioni permanenti di importanti istituzioni pubbliche, tra cui la Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea (GAM) di Torino.



